MUSEO MAGMA

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Mostra di Manifesti del Cinema Cubano nelle vetrine di corso Umberto I a Civitanova Marche
In occasione del CFF26 Civitanova Film Festival 2026

Questa mostra è uno sguardo sullo straordinario periodo della grafica cubana, immediatamente successivo alla Rivoluzione del 1959.
Una testimonianza di un progetto intellettuale che ha posto la cultura al centro dell’identità e della speranza di una società.

La forza di un popolo che, nonostante le difficoltà e le continue sfide quotidiane, incarna un modello di resistenza e determinazione senza precedenti.

Il 24 marzo 1959 il governo cubano istituisce l’ICAIC ed indica nel cinema uno strumento fondamentale per l’educazione e la crescita culturale del paese. I manifesti cinematografici, sono realizzati da grafici come Fèlix Beltran, Antonio Pérez Gonzàles, Eduardo Munoz Bachs e molti altri, trasformano le strade di Cuba in spazi di espressione artistica e di dibattito culturale.

I manifesti del cinema cubano testimoniano l’apertura di Cuba al cinema italiano, francese (memorabile il manifesto di Besos Robados, per il film di Truffaut), statunitense (per il quale si può ammirare il manifesto di Niko de “Il padrino”), giapponese, spagnolo e di molti altri paesi.
I manifesti dei film stranieri, non erano promossi con le grafiche originali, ma con le meravigliose serigrafie cubane.

Per info e visite guidate: T. 338 9688053 Staff Museo MAGMA

Il torto e la ragione

Tema 2026 del Festival del Cinema di Civitanova Marche:

I manifesti cinematografici cubani, soprattutto quelli del cartel cinematográfico dell’ICAIC, non erano soltanto pubblicità: diventarono uno strumento culturale capace di comunicare i valori della Rivoluzione.

Il torto e la ragione quindi non sono soltanto categorie morali individuali, ma diventano anche categorie politiche e collettive: chi stabilisce che cosa è giusto e attraverso quali immagini lo comunica?

Con la nascita dell’ ICAIC (Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos) il manifesto cinematografico cubano rompe con il modello commerciale tradizionale hollywoodiano. Non punta necessariamente sul volto dell’attore o sulla scena più spettacolare del film, ma utilizza metafore, colori, simboli, deformazioni e associazioni visive per proporre una particolare interpretazione dell’opera. Non si limita a mostrare un film, ma ci suggerisce come guardarlo.
Ed è qui che il concetto di torto e ragione diventa più profondo: non è sempre facile stabilire chi abbia ragione o torto, perché dipende dal punto di vista e dal potere di raccontare la realtà.

Un esempio molto efficace: Historias de la Revolución
Fu il primo film prodotto dall’ICAIC , regia di Tomás Gutiérrez Alea, nel 1960, e la comunicazione fu realizzata da Eduardo Muñoz Bachs. Il manifesto segnò una rottura con la grafica precedente, adottando una maggiore sobrietà ed economia di mezzi.

E allora nasce il problema del torto e della ragione: chi racconta la storia stabilisce anche, almeno in parte, quali siano gli eroi, le vittime, gli oppressori e i liberatori.

 

Data e ora

09-10-2026 to
18-10-2026
 

Location

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